Fontana Angelica
Situata in Piazza Solferino, la Fontana Angelica è uno dei monumenti più enigmatici e affascinanti di Torino. Realizzata nel 1929 dallo scultore Giovanni Riva, non è una semplice fontana decorativa, ma un vero e proprio manifesto simbolico che intreccia arte, alchimia e filosofia esoterica.
La fontana è composta da quattro gruppi scultorei che raffigurano figure femminili, allegorie dei quattro elementi alchemici:
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L'acqua, associata alla purezza e alla rinascita.
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L'aria, leggera e sfuggente, simbolo di libertà.
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Il fuoco, legato alla trasformazione e alla passione.
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La terra, radice di stabilità e nutrimento.
Le figure, collegate da giochi d'acqua, non sono però isolate: rappresentano anche il ciclo della vita, il passaggio dall'oscurità alla luce, dalla materia grezza alla conoscenza, proprio come negli insegnamenti ermetici e massonici che tanto hanno influenzato la Torino esoterica.
Al centro, un'iscrizione in latino recita:
"Omnia ab alto" – "Ogni cosa discende dall'alto", frase che rimanda alla Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto, uno dei testi fondamentali dell'alchimia. Il messaggio allude al legame indissolubile tra cielo e terra, spirito e materia.
Visitare la Fontana Angelica significa quindi immergersi in un luogo dove l'arte diventa linguaggio segreto, e dove l'acqua che scorre sembra raccontare la storia eterna della trasformazione e della ricerca di equilibrio.
🔎 Curiosità e leggende
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Un messaggio iniziatico: l'iscrizione "Omnia ab alto" era probabilmente destinata agli "iniziati", ossia a chi possedeva conoscenze esoteriche e sapeva leggerne i simboli nascosti.
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Un'opera "alchemica": le statue non raffigurano solo i quattro elementi, ma anche le età dell'uomo: giovinezza, maturità, vecchiaia e rinascita.
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Influenze massoniche: Piazza Solferino era un punto di ritrovo della Torino massonica di inizio Novecento, e molti studiosi ritengono che la fontana fosse concepita come un "libro di pietra" da interpretare.
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Un'illusione ottica: osservandola da certe angolazioni, le figure sembrano specchiarsi e completarsi a vicenda, come a simboleggiare l'armonia dei contrari.
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Un luogo "energetico": alcuni sostengono che la fontana sia costruita sopra un punto di forte energia tellurica, motivo per cui molti torinesi la considerano una "porta di luce" della città.