Giardini Reali

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I Giardini Reali sono il cuore verde della Torino barocca, un'oasi elegante incastonata tra il Palazzo Reale e il Mastio della Cittadella, parte integrante del complesso delle Residenze Sabaude, patrimonio UNESCO. Nati come spazi privati della famiglia reale, oggi sono un parco pubblico che permette a chiunque di camminare dove un tempo passeggiavano principi, regine e dame di corte.

Progettati nel XVI secolo da Ascanio Vitozzi e ampliati nel Seicento da André Le Nôtre (lo stesso architetto dei giardini di Versailles), i Giardini Reali conservano ancora l'impostazione formale tipica del giardino all'italiana e alla francese: viali geometrici, aiuole simmetriche, fontane scenografiche e scorci pensati per sorprendere lo sguardo.

La parte più affascinante è senza dubbio la Terrazza Panoramica, da cui si gode una vista spettacolare sulla Dora e sulle colline torinesi. Passeggiando tra i viali alberati si incontrano statue mitologiche, fontane monumentali e scorci che raccontano l'eleganza e la grandezza dei Savoia.

I Giardini sono suddivisi in più sezioni:

  • Giardini Bassi, più vicini alla città e al Palazzo Reale, con le aiuole ordinate e la fontana centrale.

  • Giardini Alti, più selvaggi e romantici, con viali alberati che si snodano verso il Mastio della Cittadella.

  • Boschetti Reali, un'area più intima, dove i nobili amavano passeggiare lontano dagli sguardi indiscreti.

Oggi i Giardini Reali sono un luogo ideale per una passeggiata tranquilla, per leggere un libro all'ombra di un tiglio secolare o semplicemente per respirare la storia di Torino in un contesto verde e raffinato.

🔎 Curiosità e leggende

  • I Giardini furono teatro di giochi e feste di corte, ma anche di intrighi politici e incontri segreti tra nobili.

  • Durante l'assedio del 1706, parte del parco venne distrutta, ma fu ricostruita seguendo il progetto originale.

  • Alcuni studiosi sostengono che nei viali ombrosi i sovrani facessero passeggiate "strategiche", discutendo di politica al riparo da orecchie indiscrete.

  • Le cancellate monumentali che circondano i Giardini sono considerate tra i più bei lavori in ferro battuto del Settecento europeo.

  • Nel XIX secolo furono aperti al pubblico, diventando una delle prime aree verdi fruibili dai cittadini torinesi.

  • Si racconta che la Regina Margherita amasse leggere e scrivere lettere proprio nei Giardini, trovandovi pace e ispirazione.

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