I bulloni magici
Passeggiando per le vie del centro storico di Torino, può capitare di imbattersi in portoni antichi che portano ancora inciso lo stemma sabaudo, memoria di quando la città era capitale del Regno di Sardegna e poi d'Italia.
Osservandoli con attenzione, si possono notare dei piccoli bulloni decorati, diversi dagli altri, che non avevano soltanto una funzione architettonica ma anche simbolica.
Secondo la tradizione popolare, questi bulloni vennero collocati apposta dagli artigiani e dagli scalpellini dell'epoca per proteggere i palazzi e i loro abitanti dalle energie negative. Ancora oggi si racconta che, sfiorandoli tre volte di seguito, si possa scacciare la sfortuna e attrarre la buona sorte.
Questo gesto, apparentemente semplice, si lega alla simbologia del numero tre, considerato sacro e perfetto, in grado di equilibrare corpo, mente e spirito. Non è raro, infatti, vedere turisti e torinesi fermarsi davanti a un portone, cercare i famosi bulloni e toccarli con un sorriso, come parte di un rituale antico che unisce superstizione, fede e tradizione.
🔎 Curiosità e leggende
- I bulloni magici sono sparsi in diversi punti della città, soprattutto nei pressi di edifici storici legati alla nobiltà sabauda. Non esiste una mappa ufficiale: trovarli diventa una sorta di "caccia al tesoro" urbana.
- Alcuni di questi bulloni hanno incise piccole croci, fiori o simboli geometrici, segni che rimandano all'alchimia e alla simbologia massonica che impregna Torino.
- La leggenda vuole che se si toccano i bulloni con la mano sinistra il gesto serva a scacciare la negatività, mentre con la mano destra porti fortuna e prosperità.
- Molti studenti torinesi hanno l'abitudine di toccarli prima degli esami, così come i viaggiatori prima di partire per lunghi spostamenti.
- Alcuni studiosi hanno ipotizzato che l'usanza derivi da antichi rituali protettivi romani, riadattati nei secoli dalla cultura popolare torinese.