Plaisentif
Tipologia
Formaggio vaccino a pasta semi-dura, prodotto in quantità estremamente limitata. È un formaggio stagionale e rituale, legato alle antiche tradizioni delle comunità alpine piemontesi.
Origine
Il Plaisentif nasce nelle Valli Chisone e Susa (provincia di Torino), con radici che affondano nel Medioevo. La sua peculiarità è la stretta connessione con il ciclo naturale dei pascoli alpini: la produzione avviene esclusivamente in un breve periodo dell'anno, quando i prati sono ricoperti dalle viole. Questa caratteristica gli ha valso il nome poetico di "formaggio delle viole". Dopo secoli di oblio, la produzione è stata recuperata a fine Novecento grazie a piccoli caseifici e associazioni locali, che lo hanno trasformato in un prodotto di nicchia.
Latte e produzione
Il Plaisentif è realizzato esclusivamente con latte vaccino crudo, proveniente da mucche al pascolo negli alpeggi tra i 700 e i 1500 metri di altitudine.
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La lavorazione avviene una sola volta l'anno, durante i mesi di giugno e luglio.
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Il latte viene cagliato con caglio naturale e la cagliata è rotta grossolanamente, quindi posta in fascere e pressata.
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Le forme vengono salate a secco e poi lasciate maturare lentamente nelle cantine di montagna, dove l'umidità e il clima conferiscono caratteristiche uniche.
Aspetto
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Forma: cilindrica, dal peso medio di 7-9 kg.
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Crosta: sottile, compatta, color giallo paglierino con sfumature brune.
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Pasta: di colore avorio o giallo chiaro, compatta ma elastica, con occhiatura fine e regolare.
Sapore
Il gusto è armonioso e complesso, con intensità crescente in base alla stagionatura.
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Note iniziali dolci e lattiche,
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sentori floreali ed erbacei dovuti alle essenze dei pascoli (da qui il legame con le viole),
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chiusura sapida, leggermente piccante se molto stagionato.
Stagionatura
Il Plaisentif viene stagionato almeno 80 giorni, ma può maturare fino a 6-12 mesi. Con il tempo sviluppa aromi più complessi, tendenti al fruttato e allo speziato, senza perdere eleganza.
Gusto
È un formaggio che sa raccontare il territorio alpino: equilibrato, avvolgente, con un bouquet che unisce la dolcezza del latte alla freschezza dei fiori di montagna. Al palato risulta vellutato, con retrogusto persistente che richiama le erbe d'alpeggio.
Abbinamento
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Vini: si abbina bene con rossi piemontesi giovani e mediamente strutturati come Dolcetto d'Alba, Freisa, Pelaverga o Barbera. Se molto stagionato, si sposa con Nebbiolo o con un Barolo di media maturazione.
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Cucina: ottimo da degustare in purezza, in taglieri di formaggi tipici piemontesi. Può essere usato anche per arricchire gnocchi o polente, oppure sciolto in preparazioni rustiche.
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Occasioni: è considerato un formaggio "da festa", infatti tradizionalmente viene messo in commercio solo a partire da fine settembre, in occasione della Fiera di San Michele a Perosa Argentina, evento che ne celebra l'antica storia.