Portone del Diavolo
In Via XX Settembre 40, nel cuore del centro storico, si trova un portone che da secoli alimenta racconti inquietanti e leggende esoteriche: il cosiddetto Portone del Diavolo. A prima vista può sembrare un ingresso monumentale come tanti altri, ma basta avvicinarsi per accorgersi che nasconde una carica simbolica e oscura davvero particolare.
Realizzato nel XVIII secolo dall'architetto Giovanni Battista Borra, il portone è decorato da volti mostruosi, figure demoniache e motivi floreali deformati, che paiono più il frutto di un incubo che di un abbellimento barocco. I battenti sono così massicci da sembrare impenetrabili e, al centro, un gigantesco batacchio in bronzo raffigura un volto demoniaco dall'espressione minacciosa.
La leggenda narra che lo stesso Borra, dopo aver completato quest'opera, fosse scomparso misteriosamente, inghiottito dal portone stesso, come se l'avesse usato per varcare la soglia verso un'altra dimensione. Secondo altri racconti, invece, Borra avrebbe scoperto il segreto dell'immortalità grazie a un patto con il demonio, e proprio quel portone rappresenterebbe il sigillo della sua dannazione o della sua salvezza.
Ancora oggi, chi si ferma davanti al Portone del Diavolo racconta di provare un senso di oppressione e inquietudine, come se da dietro le assi di legno scuro provenisse un'energia invisibile. Alcuni giurano di aver sentito sussurri o di aver visto ombre muoversi nella penombra dell'androne.
Non a caso, il portone è diventato una delle tappe più affascinanti e sinistre dei tour dedicati alla Torino magica e oscura.
🔎 Curiosità e leggende
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Una leggenda di catene: si dice che in passato alcuni passanti avessero udito rumori di catene provenire dall'interno del portone, senza che dietro ci fosse nessuno.
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Il volto del diavolo: il batacchio centrale è spesso fotografato perché sembra cambiare espressione a seconda della luce e dell'angolazione: da beffardo a terrificante.
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Un portone "blindato": per secoli si è creduto che fosse impossibile aprirlo dall'esterno senza una chiave speciale, forgiata con riti particolari.
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Centro esoterico: Via XX Settembre non è casuale: la strada, che conduce a Piazza San Carlo e corre parallela a Via Roma, era uno dei luoghi "energetici" secondo i maestri esoterici torinesi, e collocare lì un simbolo così forte avrebbe avuto un significato preciso.
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Una porta di passaggio: alcuni studiosi dell'occulto hanno ipotizzato che il portone rappresenti metaforicamente la soglia tra due mondi, quello visibile e quello invisibile.